di Camillo Langone
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La vita è anche morte. Un maestro dello stoicismo necessario
"Dottore, ho fatto tutto quello che volevo nella mia vita, ho novant’anni, lasciami andare”. Sia assegnato il premio filosofico Seneca al novantenne comasco, maestro dello stoicismo necessario
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17 NOV 20

Foto Pixabay <br />
Sia istituito il Premio Seneca e sia conferito non a un professore, non a uno dei tanti accademici per i quali la filosofia è vuota erudizione anziché vita, ma al vecchio signore che, colpito dal famigerato virus, nell’ospedale di Lanzo d’Intelvi (Como) a chi lo stava assistendo ha detto: “Dottore, ho fatto tutto quello che volevo nella mia vita, ho novant’anni, lasciami andare”.
Ecco un filosofo, ho pensato, sentendo l’eco delle “Lettere a Lucilio”: “Chi non vuole morire si rifiuta di vivere, perché la vita ci è stata data a patto di morire”. Ecco l’epifania, nella montagna lombarda, di un’Italia più nobile dell’Italia senile che pretendendo di non morire mai condanna alla povertà le giovani generazioni. Sia assegnato il premio filosofico Seneca al novantenne comasco, maestro dello stoicismo necessario.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
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