di Camillo Langone
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Il tabagista non è negazionista. Un sigaro in mano contro il linciaggio
Fumare a viso coperto è un tantino problematico: un bel sigaro riduce il rischio di delazione e linciaggio per chi non porta la mascherina, e produce di per sé distanziamento. Il vizio del tabacco nello spirito dei dpcm
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21 OCT 20

Le mascherine fanno male, finalmente ho la prova. Fanno male perché per colpa loro ho ricominciato a fumare, quando ho capito che il sigaro riduce il rischio di delazione e linciaggio per chi non porta la mascherina. Il fumo non è previsto dai dpcm e però il tabagista non passa per negazionista, almeno. Fumare a viso aperto non credo sia tanto legale ma non è nemmeno del tutto impopolare (perfino il popolo capisce che fumare a viso coperto è un tantino problematico).
Che poi fumare il sigaro dovrebbe essere proprio incoraggiato, producendo di per sé distanziamento: ho visto non congiunti abbracciarsi con la mascherina, scena surreale, magrittiana, virologicamente riprovevole, mentre con l’ammezzato rovente fra i denti non puoi abbracciare qualcuno nemmeno per sbaglio. Chiedo pertanto che il vizio del tabacco arrotolato sia ritenuto nello spirito, se non nella lettera, dei provvedimenti antivirus…
Ero a Pietrasanta e, patriottico di tutte le patrie, ho ricominciato col toscano. Nel resto d’Italia accendo il Casanova che è un Nostrano del Brenta fatto a mano a Campese, nel Veneto felice. Fumare non mi piace molto ma i passanti non possono saperlo, mi penseranno uno che non riesce a smettere mentre invece sono uno che ha fatto fatica a ricominciare. Fumare fa male, ne sono perfettamente consapevole, senonché la mascherina mi soffoca l’anima. Comunque quando arriva il vaccino smetto.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
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