di Camillo Langone
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Turisti in gabbia a Otranto
Nel borgo pugliese tutto è stretto, imposto e affollato. Tanto vale restare a Jesolo
di
20 AUG 20

Foto di Sailko via Wikipedia
Otranto è una gabbia per criceti, un centro di concentramento per turisti, tutto è stretto e imposto e affollato, il parcheggio innanzitutto, poi il ponte d’ingresso nella città vecchia, con i cartelli dell’obbligo di mascherina (e tutti o quasi tutti davvero col tristissimo oggetto), poi il percorso sui bastioni e nei vicoli che è a senso unico, vietate le iniziative personali, niente libertà di movimento fra i negozi di paccottiglia e le mangerie dove scorre il prosecco e allora tanto valeva stare a Jesolo, i punti panoramici dove tutti fanno le stesse foto allo stesso brutto porto, e infine il ristorante Acmet Pascià, dedicato allo stragista turco che nel 1480 in nome di Allah clemente e misericordioso fece decapitare 813 abitanti cristiani. E’ come se nel ghetto di Roma ci fosse un ristorante di cucina ebraica intitolato ad Adolf Hitler. Otranto onta.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).