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di Camillo Langone

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Preghiera

Paolo Nori può permettersi perfino di scrivere un giallo (un po' porno)

L’amante della letteratura può godersi lingua e sintassi sovrane di “Che dispiacere”, condite dall’impagabile scetticismo dell’autarca emiliano
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19 AUG 20
Immagine di Paolo Nori può permettersi perfino di scrivere un giallo (un po' porno)
“Facevano un quotidiano sportivo che usciva solo il giorno dopo le sconfitte della Juventus e che si intitolava Che dispiacere”. Con un’idea così, con un titolo così, Paolo Nori può permettersi perfino di scrivere un giallo. “Che dispiacere” (Salani) è per l’appunto un giallo ma chi se ne frega. L’amante della letteratura può considerare puro pretesto “un’indagine su Bernardo Barigazzi” (il sottotitolo) e godersi lingua e sintassi sovrane, condite dall’impagabile scetticismo dell’autarca emiliano: i governi che sono tutti, insulsamente, “del cambiamento”, la televisione che garantisce notorietà presso i pensionati, la laurea che è meglio non citare nel curriculum quando cerchi lavori pratici… Nori è scettico anche sul ruolo della scrittura e fa notare come le agende Moleskine con 200 pagine bianche costino più dei romanzi con 200 pagine scritte. Inoltre, e se non sbaglio è la prima volta, c’è qualche passaggio un po’ porno: non dirò i numeri di pagina, gli interessati all’argomento li vadano a cercare.

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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).