Il lusso è mistico, il rapporto qualità/prezzo squallido relativismo
“Naufragare nella bellezza”. Ringrazio Stefano Zecchi per questa espressione contenuta nel suo ultimo libro, “Il lusso” (Mondadori). Incrociando Leopardi e Baudelaire l’estetologo veneziano descrive perfettamente il mio sogno di sempre.
19 AGO 20

“Naufragare nella bellezza”. Ringrazio Stefano Zecchi per questa espressione contenuta nel suo ultimo libro, “Il lusso” (Mondadori). Incrociando Leopardi e Baudelaire l’estetologo veneziano descrive perfettamente il mio sogno di sempre, a volte perfino divenuto realtà a dispetto del conto in banca e dell’appartenenza a una religione funestata dagli eretici pauperisti. Io sono un uomo che scrive a Bianca Balti, a Chiara Baschetti, a Federica Felini, a Caterina Ravaglia, e che si aspetta che gli rispondano. Io sono un passeggero che quando sale in macchina sbatte la testa perché immagina di salire su un Range Rover, e invece è una Lancia Lybra. “Chi davvero si lascia sedurre dal lusso non è preda di un bisogno di esibizione”, scrive Zecchi, e infatti è l’esatto contrario, è la voglia di scomparire di chi condivide il fastidio pascaliano per l’Io. “Nell’oggetto di lusso c’è un desiderio di assoluto”. E’ vero, il lusso è mistico, il rapporto qualità/prezzo squallido relativismo.
Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
