di Camillo Langone
Si legga Agamben per capire dove falliscono Stato e Chiesa
"A che punto siamo" dice alcune cose anche sulla condizione del capitalismo e delle università. Ma andrebbe letto solo se non si hanno tendenze suicidarie
di
10 AUG 20
Ultimo aggiornamento: 06:05 PM

Giorgio Agamben
Si legga “A che punto siamo?” di Giorgio Agamben (Quodlibet), raccolta di tutti gli interventi del filosofo sulla nota pandemia, per conoscere: 1) lo stato del giornalismo (uno dei testi che compongono il libro è stato prima richiesto e poi rifiutato dal Corriere, siccome Dio acceca chi vuole perdere: oggi a cosa serve un giornale se non ad alimentare il dibattito culturale?); 2) lo stato dello Stato (“I politologi americani lo chiamano Security State, cioè uno stato in cui per ragioni di sicurezza si può imporre qualsiasi limite alle libertà individuali”); 3) lo stato della Chiesa (“Facendosi ancella della scienza, che è ormai divenuta la vera religione del nostro tempo, ha radicalmente rinnegato i suoi princìpi più essenziali. Ha dimenticato che i martiri insegnano che si deve essere disposti a sacrificare la vita piuttosto che la fede”). Nel libro anche il capitalismo appare in cattivo stato, e l’università in cattivissimo. Si legga Agamben, non per nulla uno dei pochissimi filosofi italiani viventi letti all’estero, ma solo se non si hanno tendenze suicidarie.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
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