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Querida Amazzonia, querida Italia

"È necessario assumere la prospettiva dei diritti dei popoli e delle culture” recita l'esortazione apostolica dedicata alle culture minacciate. Ecco perché oggi mangerò pesto di cavallo invece che riso alla cantonese
12 FEB 20
Ultimo aggiornamento: 18:11
Immagine di Querida Amazzonia, querida Italia

(foto LaPresse)

Querida Amazonia, querida Italia. Come scrive Papa Francesco nell’esortazione apostolica pubblicata ieri, “l’economia globalizzata danneggia senza pudore la ricchezza umana, sociale e culturale”. Proprio per questo non ho mai frequentato i ristoranti cinesi. Il coronavirus non c’entra: ho sempre amato la ricchezza culturale della variegatissima cucina regionale italiana e ho sempre saputo che riso alla cantonese e involtini primavera (come pure sushi, kebab, Big Mac…) l’avrebbero impoverita fino a renderla il fantasma di sé stessa, riducendola a quattro piatti turistici. Oggi fra Prato e Firenze nelle mense di 56 scuole verranno serviti cibi cinesi, e ai bambini verranno imposte le bacchette. Con le migliori intenzioni (lotta ai pregiudizi) e con i peggiori risultati (ulteriore danneggiamento di una cultura fragile, solo 60 milioni di appartenenti, inferto da una cultura potente e invadente, 1 miliardo e 430 milioni di appartenenti). Sugli indigeni italiani nessuno organizza sinodi. Ma basta applicare i punti dell’esortazione apostolica dedicati alle culture minacciate: “È necessario assumere la prospettiva dei diritti dei popoli e delle culture”. Oggi a pranzo assumerò la mia prospettiva e mangerò pesto di cavallo, peculiarissimo piatto della mia querida Parma.