di Camillo Langone
Preghiera per proteggere l'arte dai lucertoloni del ventunesimo secolo
San Giorgio, esci dalla tela cinquecentesca del Carpaccio che ti raffigura e infila la lancia nella gola del più grossolano degli artisti italiani famosi
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3 AUG 17
Ultimo aggiornamento: 05:05 AM | 15 AUG 20

San Giorgio, ti segnalo un drago da trafiggere, si chiama Michelangelo Pistoletto. E’ il più grossolano degli artisti italiani famosi, è un Michelangelo caduto ovvero un Micheldiavolo: da sempre (almeno dalla “Venere degli stracci” del 1967) diffonde l’idea che l’arte non sia elevazione ma abbassamento e da qualche tempo superbamente dichiara di voler fondare il paradiso in terra, un Terzo Paradiso che dovrebbe “generare una nuova umanità”. Vasto, satanico programma. Quando l’arte non riesce a produrre estetica (le opere di Pistoletto sono la prova che il brutto oggettivo esiste) e si ammanta di etica, qualcuno ci casca sempre: c’è cascato l’astronauta Paolo Nespoli, entusiasta di usare il Terzo Paradiso come logo della prossima missione nello spazio; ci sono cascati i monaci benedettini che del tutto dimentichi di Cristo hanno ora consentito all’empio artefice di profanare, con specchi e sproloqui esplicitamente anticattolici, niente meno che la tua bellissima basilica veneziana. San Giorgio, esci dalla tela cinquecentesca del Carpaccio che ti raffigura e infila la lancia nella gola di questo lucertolone del ventunesimo secolo.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
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