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di Camillo Langone

Ci voleva un poeta per parlare di bene e di male

Nel tempo del Natale profanato leggo le ultime poesie di Claudio Damiani
di
21 DEC 16
Ultimo aggiornamento: 06:19 AM | 19 AUG 20
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foto di Sam Greenhalgh via Flickr

“I cattivi ci saranno sempre, ma noi dobbiamo fare / come prima cosa di non essere noi cattivi, / di combattere il male e di seguire il bene”. Nel tempo del Natale profanato leggo le ultime poesie di Claudio Damiani, “Cieli celesti” (Fazi). Ci voleva un poeta, visto che i preti non lo fanno più, per parlare di buoni e di cattivi, di bene e di male. Il Papa ha parlato di “follia omicida” e allora prego che i suoi comunicati non vengano più scritti da monsignor Parolin o da padre Spadaro bensì da Claudio Damiani, uno che non la butta mai in psicologia o psichiatria o sociologia, uno capace di pronunciare parole bambine e pertanto più vicine a Gesù, uno che domanda: “Ma tu tesoro mio puoi non credere in quello che vuoi / ma un universo e miliardi di anni / ti sembra poco?”.

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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).

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