Yoga, morfina e cristianesimo
“La differenza fondamentale fra yoga e cristianesimo sta nel fatto che il primo persegue l’incontro con un divino impersonale nel quale ci si estingue mentre nel secondo si ricerca il Dio-persona”, scrive Mario Iannaccone, estensore della voce Yoga dell’utile “Dizionario elementare di apologetica”.

Non c’è più niente da fare, salvo testimoniare. Mario Iannaccone, estensore della voce Yoga dell’utile “Dizionario elementare di apologetica” pubblicato dal Timone, certamente sa che la nota ginnastica spiritualista è ormai inestirpabile dalla componente femminile dell’occidente decadente e brain free. Ugualmente ne scrive: “Il suo scopo ultimo è l’estinzione della coscienza”. E ancora: “La differenza fondamentale fra yoga e cristianesimo sta nel fatto che il primo persegue l’incontro con un divino impersonale nel quale ci si estingue mentre nel secondo si ricerca il Dio-persona”. Si noti come il concetto di estinzione continui a tornare. Si sospetti che lo yoga piaccia perché mostra a un popolo il cui quoziente di natalità è precipitato a 7,6 nascite annue per 1.000 abitanti, insomma al marcescente popolo italiano, come l’estinzione possa essere indolore se non perfino piacevole. Alla maniera della morfina lo yoga sembra essere, al contempo, un veleno e una cura palliativa. Io sono favorevole alle cure palliative, ma per i malati terminali: una donna giovane e sana che esegue una posizione yoga mi fa l’effetto di una donna giovane e sana che si metta il pannolone.
Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
