di Camillo Langone
Cibi estremi e cibi proibiti
Nutrirsi di istrici e marmotte, tassi e delfini è per me divinizzante, è una dieta morale e biblica. Non denigro l’ecologia (le proteine delle locuste di cui si cibava San Giovanni Battista sono molto sostenibili) ma vi antepongo la teologia.
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8 OCT 16
Ultimo aggiornamento: 10:32 PM | 15 AUG 20

Foto di istolethetv via Flickr
Ringrazio Luis Devin perché mi fa apparire un gastronomicamente moderato. Lui è un antropologo italiano che ha vissuto in mezzo ai pigmei del Camerun adeguandosi al loro vitto, in seguito ha svolto altre ricerche e ne è sortito “Ai confini del gusto. Viaggio straordinario fra i cibi più insoliti del pianeta” (Sonzogno) in cui elogia il valore alimentare di scolopendre e tarantole, ratti, cercopitechi, scarafaggi... Io ai cibi estremi preferisco i cibi proibiti, due categorie con qualche sovrapposizione e però diverse. Non denigro l’ecologia (le proteine delle locuste di cui si cibava San Giovanni Battista sono molto sostenibili) ma vi antepongo la teologia: nutrirsi di istrici e marmotte, tassi e delfini è per me divinizzante, è una dieta morale e biblica che sposa Genesi 9,3 (“Quanto si muove e ha vita vi servirà di cibo”) per meritare Genesi 1,27 (“Dio creò l’uomo a sua immagine”). Se Luis Devin mi offrirà lo spiedino di scorpioni fritti di cui parla a pagina 30 sarò dunque tenuto a sgranocchiarlo: ma prego che non accada.
Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
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