Le nomine neomatriarcali in Rai sono la dimostrazione della guerra contro la virilità
“Vile maschio dove vai?”. Mi sovviene una vecchia canzone di Rino Gaetano leggendo delle nomine neomatriarcali in Rai (Campo Dall’Orto è sordo alla parola di Cristo e non sa che “il Creatore da principio li creò maschio e femmina”).

“Vile maschio dove vai?”. Mi sovviene una vecchia canzone di Rino Gaetano leggendo delle nomine neomatriarcali in Rai (Campo Dall’Orto è sordo alla parola di Cristo e non sa che “il Creatore da principio li creò maschio e femmina”). I nomi dei nuovi direttori anzi delle nuove direttrici sono stati annunciati poco dopo la risposta di Taylor Swift a Kanye West, volgarissimo rapper che nella serata dei Grammy Awards non è stato biasimato in qualità di buzzurro, come si meritava, bensì in qualità di maschio, fra gli applausi di tanti uomini appartenenti alla tipologia prefigurata da Nietzsche in “Al di là del bene e del male”: “Rimbecilliti amici delle donne”. La guerra contro la virilità è in pieno svolgimento e nel mio campo non vedo alcuna volontà di reazione, vedo soltanto vili maschi bramosi di alzare bandiera bianca. Che la alzino, che guardino Rai 2 e Rai 3, che se lo meritino fino in fondo il media dei passivi, la televisione.
Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
