Che l’Italia sia ospitale con me come con Rohani
A lui hanno risparmiato le statue ignude: perché a me non risparmiano le insegne anglofone? Anche nel mio caso sono in gioco valori e sensibilità. Abito in pieno centro e quando esco, mattina, pomeriggio o sera, non posso non passare davanti ai nuovi

Che l’Italia sia ospitale con me come con Rohani. A lui hanno risparmiato le statue ignude: perché a me non risparmiano le insegne anglofone? Anche nel mio caso sono in gioco valori e sensibilità. Abito in pieno centro e quando esco, mattina, pomeriggio o sera, non posso non passare davanti ai nuovi locali ed esserne ferito: all’angolo ha appena aperto Ten, un bar che quando stava da un’altra parte si chiamava Dieci, poco più in là sta per aprire Fish, un ristorante di pesce che quando stava da un’altra parte si chiamava Fata Bema (la fata di un castello del Parmense). Col cambio di indirizzo, il cambio di lingua. E così mi sembra di aver cambiato casa anche se abito sempre nello stesso posto. Ormai vivo dentro un incubo anglocommerciale: Lino’s Coffee, Just Jerry, John Stick… Tutti i locali nuovi hanno un nome straniero e un pubblico giovane, tutti i locali vecchi hanno un nome italiano e un pubblico vecchio che morendo si trascinerà nella tomba mezzo vocabolario. Senza nemmeno la scusa degli ayatollah e dei contratti, solo per la frenesia di mutilarsi e mancarmi di rispetto.
Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
