Le fake news che fanno contento Putin

Non c’è da stupirsi che la propaganda di guerra spacci una bugia: la guerra e le fake news, le false notizie, spiegò il volontario Marc Bloch centodieci anni fa, vanno bene insieme. Vecchia storia. Il cielo è vicino, lo zar lontano

17 OTT 26
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Foto ANSA

Daniele Raineri, che fu una colonna dei reportage di guerra di questo foglio, brilla ora su pagine e video del Post. Vorrei lodarlo ogni volta, ma questa volta strappa gli applausi a scena aperta. “Putin ha detto di avere preso questa città ucraina e ci siamo andati. Non abbiamo visto nemmeno un soldato russo”. La città è Sviatohirsk, è nel Donetsk, sul fiume Siversky Donets, ha un bellissimo monastero, fotografato da Tommaso Fumagalli. “Il 1° settembre il presidente russo Vladimir Putin ha detto in tv che i soldati russi hanno conquistato Sviatohirsk, una piccola città nella regione del Donbas. Il problema è che non è vero”.
Naturalmente, non c’è da stupirsi che la propaganda di guerra spacci una bugia: la guerra e le fake news, le false notizie, spiegò il volontario Marc Bloch centodieci anni fa, vanno bene insieme. Che la smentita venga da qualcuno che arriva direttamente sul posto, lo fotografa, lo racconta, e precisa che il fronte al momento è a trenta km di distanza, e si sta ancora allontanando, è un gran bel colpo.
L’episodio sembra confermare l’abitudine dei militari russi sul campo a offrire a Putin notizie che lo facciano contento. Vecchia storia. Il cielo è vicino, lo zar lontano.