A Firenze in taxi, per caso, sulla strada di Carlo Levi

Un tassista lucano, Aliano, una domanda azzardata e una coincidenza che porta a una casa di piazza Pitti. Dove Levi scrisse "Cristo si è fermato a Eboli" e trovò rifugio durante la guerra

19 SET 26
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Carlo Levi in una foto di Paolo Monti - Servizio fotografico (Italia, 1955) - BEIC via Wikipedia CC BY-SA 4.0)

Poche cose seducono quanto le coincidenze, e a volte allarmano. Ma ne racconto una leggera. Fine agosto, prendo il taxi alla stazione di Firenze. In questa stagione, fino a ottobre, ci sono licenze di taxi supplementari. Così si fanno nuove conoscenze. Il mio di stasera è piuttosto giovane e in gamba, convenevoli al famigerato semaforo della piazza, se è rosso ci si può dormire sopra, poi gli chiedo di dov’è. “Della Basilicata”. “Di Aliano?”, mi viene da chiedergli, un po’ per scherzo. Non risponde, è interdetto. Poi, secco: “Perché mi chiede se sono di Aliano?” “Così - gli dico - sono amico del sindaco, e proprio in questi giorni mi hanno invitato, al festival dei calanchi, ma non potevo...”. “Il sindaco, Luigi De Lorenzo - dice eccitato - io sono proprio di Aliano, sono appena tornato. Ma come mai?..”. Mi vanto amico delle signore di Aliano che ogni tanto vengono qui al Mercato Centrale a fare i frizzuli e i rascatielli, e poi chiacchieriamo della tomba e della casa museo di Carlo Levi, che la gente pensa che stesse al confino a Eboli e invece era ad Aliano. Lui è a Firenze da quasi vent’anni, quando venne ed era studente non riusciva a capacitarsi che la Basilicata fosse così sconosciuta ai fiorentini. Forse un po’ per quel doppio nome, dico, Basilicata, Lucania... Mi racconta com’è andato bene il festival, i ragazzi, la notte sui calanchi e sotto la luna. Sa che Levi scrisse il suo “Cristo si è fermato a Eboli” ospite di una casa fiorentina, in piazza Pitti? No, questo non lo sapeva, gli dico che c’è una lapide, vicino a quella per Dostoevskij, che scriveva l’Idiota. Vado domani a vederla, assicura. Intanto siamo arrivati. Puoi chiedere di me ad Aliano, Vincenzo L., mi conoscono tutti. Poi mi dice: “Quando hai detto ad Aliano, ho pensato: è della polizia?” Ridiamo.
(Carlo Levi fu ospite di Annamaria Ichino, che gli batté a macchina il libro, al n.14 di Piazza Pitti, dove furono nascosti, fra il ‘43 e il ‘45, anche Eugenio Montale, Umberto Saba e Linuccia. “Qui abitò / tra il dicembre 1943 e l’agosto 1945 / CARLO LEVI / qui scrisse “Cristo si è fermato ad Eboli” / e dipinse quadri fra i suoi più belli e umani / nella casa di ANNAMARIA ICHINO / per lui ed altri sicuro rifugio / dal nazifascismo e dalle persecuzioni antisemite / Amicizia ebraico - cristiana di Firenze / Comune di Firenze / LX della Liberazione di Firenze”. Ho appena visto che per iniziativa del consigliere Nicola Armentano sono state ora intitolate due piazzette vicine a Levi e a Ichino. Lo leggo sulla pagina di Ulderico Pesce, che ha in animo di portarvi lo spettacolo su Carlo Levi e la Lucania arcaica, e ha presentato a Firenze il suo lavoro su Rocco Scotellaro).