Fauda e un'occasione mancata

In cosa è cambiata la serie, passata dal bombardamento di conoscenza reciproca alla vendetta di sangue

18 SET 26
Immagine di Fauda e un'occasione mancata

Foto ANSA

Avevo appena scritto del tempo delle vendette, che mi hanno avvisato della ultima serie di Fauda, ispirata e intitolata in pieno alla vendetta, “tha’r”, la vendetta di sangue. L’ho guardata, ben fatta, come al solito. La vendetta di una parte, israeliana (e beduina) contro la parte nemica, palestinese, di Hamas e del 7 ottobre. Forse la vendetta è l’unica manifestazione effettiva del ritornello dialettico. La vendetta, come nelle cosiddette guerre di mafia, non fa che saziarsi provvisoriamente preparando al rialzo la vendetta contraria. La quinta serie di Fauda ha scelto di stare da una parte sola, dalla propria parte. La scelta opposta, si direbbe, a quella dei registi israeliani di Naza: che però hanno forti ragioni per rivendicare di essere stati anche loro dalla propria parte, e di avervi esclusivamente attinto i propri testimoni. Autori palestinesi potranno fare lo stesso, lo fanno già, anche loro nei due modi in cui stare dalla parte propria: unilateralmente, o denunciandone la responsabilità. Occorrerà molto tempo, è successo qualcosa di pressoché irreparabile, per i tempi di un pugno di generazioni.
Peccato. Cinque anni fa guardai la prima serie di Fauda. ”...E’ la storia del terrore di vicinato israelo-palestinese. Marco Pannella diceva che quando la voglia di guerra rischia di prevalere bisogna bombardare la popolazione di informazioni, di conoscenze. Mi sentirei di dire che Fauda sia la cosa che più si avvicina al bombardamento di conoscenza reciproca. O piuttosto, dal momento che si tratta pur sempre di una produzione israeliana e non (ancora) di una coproduzione israelopalestinese, Fauda è la cosa che meno se ne allontana. Pur con qualche squilibrio, la storia mostra che tutti hanno le loro buone ragioni, e tutti le perseguono da farabutti. Come nelle tragedie. Se è vero che Fauda è guardata con altrettanta passione dalle due parti e nel resto del mondo arabo, chissà che un giorno si possa dire che una serie di Netflix abbia giovato ai contendenti molto più che una battaglia vinta o perduta”. Non è successo.