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Eric Hobsbawm, il marxismo e il secolo che non finisce
Due risposte del grande storico sul ritorno di Marx e sulla rivoluzione d’Ottobre: "Forse sarebbe stato meglio non farla"
21 AGO 26

Foto via Getty Images
La preziosa rassegna settimanale dell'Internazionale riporta un'intervista di Eric Hobsbawm sul secolo che finisce. Hobsbawm, autore di studi capitali, ha avuto una imprevista fortuna popolare grazie a un suo manuale sul '900, e più ancora al titolo, "Il secolo breve". Si era già stabilito che il secolo cominciasse nel 1914; poi lo si è dichiarato finito nel 1989. Resta il problema di classificare quello che va succedendo: strascichi del vecchio, anticipi del nuovo?
Dell'intervista voglio riferire due risposte che mi sembrano argute, forse oltre le stesse intenzioni. La prima sul "ritorno del marxismo", che Hobsbawm attribuisce alla diagnosi, di fronte alle peripezie del mercato globale, e non alla prognosi, e che data assai personalmente così: "Due anni fa io stesso ho curato una riedizione del Manifesto che non ha suscitato il minimo interesse. Ora persino la compagnia aerea United Airlines mi ha chiesto un articolo per la rivista di bordo". La seconda risposta riguarda una questione del genere: se poteste tornare indietro che cosa non rifareste? "Forse sarebbe stato meglio non fare la rivoluzione d'ottobre". (1° gennaio 1999).