L'effetto che fanno le parole di Ben Gvir

Il leader del partito di estrema destra israeliano ha detto che “a Gaza dovremmo compiere più assassinii mirati, eliminando 30 o 40 persone ogni notte. Anzi, non sono nemmeno persone, non dovrebbero vivere”

19 AGO 26
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Foto Ap, via LaPresse

E’ agosto, e un cittadino italiano medio - uno della silenziosa maggioranza - si alza a mattina già fatta, beve il suo caffé, accende la sua sigaretta, se ancora insista a fumare, e pigramente apre le notizie. Le famiglie di Qusra rimangono sotto assedio. Il controllo è passato dall’esercito alla polizia, agli ordini di Ben Gvir. Ben Gvir dichiara che “a Gaza dovremmo compiere più assassinii mirati, eliminando 30 o 40 persone ogni notte. Anzi, non sono nemmeno persone, non dovrebbero vivere”. I sondaggi danno questa coalizione di Netanyahu un po’ sotto l’ex capo di stato maggiore Eisenkot.
Il cittadino italiano medio, in calzoncini e ciabatte com’è, reagisce d’impulso in modi molto diversi, prima di buttar via le notizie imprecando.
Qualcuno non riesce a impedirsi di desiderare la morte più dolorosa ai fascisti israeliani.
Qualcuno non riesce a impedirsi di desiderare la morte più dolorosa agli israeliani.
Qualcuno non riesce a impedirsi di desiderare la morte più dolorosa agli ebrei.
Poi cercano tutti di tornare al loro scampolo di vacanza.