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Il terremoto visto dal carcere di Pisa
Una scossa di magnitudo 4,3 ha spaventato diverse città della Toscana. Ma c'è un luogo dove la paura non può spingere a cercare salvezza per strada: la galera. Qui si sta chiusi a doppia mandata, e ci si raccomanda l'anima al proprio Dio
5 AGO 26

Martedì mattina, poco dopo le 10, c’è stata una scossa di terremoto, magnitudo 4,3, con l’epicentro a 7 km da Pisa, a soli 8 km di profondità, praticamente a San Rossore. E’ stata sentita intensamente anche a Livorno, a Lucca, a Massa. Traffico ferroviario interrotto per precauzione, controlli sui monumenti - la Torre, piazza dei Miracoli, hanno retto bene - uffici pubblici svuotati e poi, piano piano, ripopolati. Qualcuno l’ha avvertita perfino a Firenze, ci sono persone che sono sismografi viventi. Io non ho sentito niente, la mia vecchia casa è nella periferia di Firenze, ha una tendenza sua a scivolare giù. In poche città ho persone care e luoghi cari come a Pisa. Ho letto dei tanti che sono usciti in strada spaventati. C’è un luogo che mi sta a cuore specialmente, a Pisa. Ci avrei pensato comunque, anche ieri mattina, perché le previsioni davano la giornata più calda dell’anno, 40 gradi e oltre. In quel luogo, la casa circondariale, la galera, non c’è scampo al caldo. Non c’è scampo nemmeno al terremoto, non si esce in strada, non si esce da nessuna parte. Si sta chiusi a doppia mandata, e ci si raccomanda l’anima al proprio Dio.