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Piccola posta •
Come una specie di sorriso
Mia nipote mi ha fatto sentire una canzone dei Cure. In cambio, per allegria, le ho letto un mio racconto, l’avevo appena scritto. È molto breve, tipo il vecchio e il mare, ma più vecchio, e più breve

Foto LaPresse
Domenica mia nipote è venuta a Firenze a sentire i Cure, alle Cascine. Chiudevano i tre giorni del Festival Firenze Rocks. Ad ascoltarli erano 40.000, pare, in piedi, contenti, contente. Mi ha detto che la zia di una sua amica le ha chiesto se avesse a che fare con me. “È mio nonno”. “Ah, ed è ancora vivo?” Lei, mia nipote, ha detto di sì.
Mi ha informato sui Cure, mi ha fatto sentire quella che dice "Non mi importa se il lunedì è triste il martedì è grigio e il mercoledì e il giovedì anche, è venerdì, sono innamorato. Lunedì puoi crollare, martedì, mercoledì mi spezzano il cuore, oh, giovedì non comincia nemmeno, è venerdì, sono innamorato. It’s Friday I’m in love. Della domenica dice che viene sempre troppo tardi".
In cambio, per allegria, le ho letto un mio racconto, l’avevo appena scritto. È molto breve, tipo il vecchio e il mare, ma più vecchio, e più breve. Il vecchio vive solo nella periferia di Willemstad e sta guardando la partita, domenica, dalle 13, ora di Curaçao – le 12, ora di Houston. Alle 13.06 segna Nmecha per la Germania, 1 a 0. Il vecchio si carezza la barba. Un quarto d’ora, e alle 13.21 Livano Comenencia, di sinistro, segna e pareggia, 1 a 1. Al vecchio balza il cuore in petto.
Quando sua nipote passerà da lui, più tardi, come tutti i giorni, lo troverà con un solco lungo il viso. Come una specie di sorriso.