Non poteva finire che così, alla luce dei fatti

Mattarella chiude la partita sulla grazia a Nicole Minetti, ma c'è chi insiste: “Io non l’avrei fatto”. Vorrebbero essere tutti presidenti della Repubblica ma devono accontentarsi di deliberare sui social

5 GIU 26
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Foto Ansa

Se non fraintendo ultime notizie al momento in cui scrivo, il Presidente della repubblica ha messo fine al supplemento di informazioni sulla grazia a Nicole Minetti, allegando qualche meticolosa puntualizzazione sul proprio operato abituale e nel caso specifico. Non poteva finire che così, alla luce dei fatti. Un esito complementare, anch’esso prevedibile dal primo momento in cui la vertenza è stata aperta, è che una vasta udienza, certificata dai commenti del Fatto, di Report e di varie altre agenzie di pensiero, non ha alcun interesse al merito della questione, cioè la fondatezza o meno delle circostanze addotte dall’indagine sottoposta alla firma del capo dello Stato, ed è invece vitalmente appassionata alla sostanza: che, bambini malati o no, “non si grazia una mignotta”. Qualcuno, più prudente, più in carriera, ripiega su: “Non si grazia una persona con quel passato”. O, meglio: “Io non l’avrei fatto”. Sono infatti innumerevoli i cittadini, le cittadine (meno) che non vedono l’ora di mettersi nei panni di chi ha titolo a concedere la grazia, cioè a negarla, e sono tristi. Sono molto tristi, perché non sono presidenti della repubblica, e non sono nemmeno bravi registi cinematografici, e devono accontentarsi di deliberare sui social, e se ne compensano con la bava alla bocca. Quanto agli impresari, le prime pagine con la biancheria di Minetti hanno fatto la loro parte. I risarcimenti, si vedrà: si chiamerà il popolo dei giusti a sottoscrivere.
P.S. Un commento ricorrente sui social, col quale evidentemente gli autori sentono di dare il meglio di sé, è: “Minetti, santa subito!”. Li immagino nella messa della quinta domenica di quaresima, ascoltare rassegnati la parabola di Gesù e dell’adultera, fino alle ultime parole famose, e poi mugugnare: “Santa subito!”