di Adriano Sofri
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A Valeria Fedeli "la parola quota rosa faceva allergia"
In ricordo della sindacalista, una di quelle rare persone di cui si desidera subito di diventare amici
di
24 APR 26

Foto LaPresse
Ho seguito alla radio radicale il ricordo di Valeria Fedeli ospitato in Senato. Valeria era una gran bella persona, come sa chiunque l’abbia incontrata, ascoltata, letta. Una di quelle persone rare di cui si desidera subito di diventare amici, che diventino amiche. Il tono e i ricordi della commemorazione al Senato l’hanno confermato. Voglio trattenere un dettaglio del discorso di Maurizio Landini, che ha scrupolosamente ripercorso le tappe dell’impegno di Fedeli nella Cgil, e in particolare la sua attenzione al posto tenuto dalle donne e la sua lealtà quando le si proponessero avanzamenti a scapito di compagne e colleghe.
Ricordo la buona notizia dell’elezione di Susanna Camusso a segretaria generale della Cgil nel 2010. La prima segretaria regionale era venuta negli anni 90 - all’Aquila. Nel 1982, dice Landini, per la prima volta si volle introdurre la “quota rosa” - a Valeria “la parola quota faceva venire l’allergia”... A colpirmi è stata la proporzione di quella prima quota: che negli organismi dirigenti ci fosse almeno un venti per cento di donne.
(Poi le cose si fecero più svelte).
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