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Le notizie luttuose si accompagnano a quelle umoristiche
Mentre con lo sciopero dei giornalisti si fa fatica a trovare notizie sulla notte ucraina, le autorità ungheresi ritirano i reparti speciali schierati a difesa da una possibile invasione organizzata da Kiev
17 APR 26

Foto LaPresse
Scrivo il mio compitino alle 14,45 di giovedì 16 aprile. Ho cercato ispirazione – mi manca, infatti – un po’ dappertutto, e per giunta le testate maggiori sono in sciopero. E’ difficile trovare la notizia sulla notte ucraina, nella quale i russi, dopo la magnanimità dell’instaurazione unilaterale della tregua di 32 ore per la Pasqua ortodossa, violata da loro 10.721 volte, e 1.971 volte dagli ucraini, secondo le rispettive fonti, hanno subissato di bombe Odessa, Kyiv, Dnipro, Zaporizhia, Kherson, Kharkiv, Sumy… 43 missili balistici e di crociera, 659 droni. Hanno fatto 22 morti e 131 feriti – “almeno”. Nove nella sola Odessa. Morti e feriti civili, s’intende. Siccome le notizie luttuose si accompagnano volentieri a quelle umoristiche, le autorità militari ungheresi avevano intanto ritirato dalla frontiera e dai dintorni delle centrali energetiche i reparti speciali inviati dal governo Orbàn per sventare un’invasione ucraina.