di Adriano Sofri
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Un forte e grato abbraccio a Gianni Amelio
Il regista porta a Venezia la storia di Aldo Braibanti, il poeta e drammaturgo emiliano, impegnato nella Resistenza, omosessuale, condannato per plagio nel 1968
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8 SEP 22

Aldo Braibanti (Ansa)
Tanti anni fa, dieci almeno, Aldo Braibanti era vivo, più che ottuagenario. Scrissi un’ennesima volta di lui. “Come fa un paese a ricordarsi del processo di plagio ad Aldo Braibanti? Un cittadino così: primo fra i coetanei negli studi filosofici, impegnato nella Resistenza, torturato dalla banda Carità, una breve milizia di partito abbandonata per fare di meglio, una competenza di mirmecologo, un talento di poeta e artista, una precoce e lungimirante riflessione ecologista. Un dilettante leonardesco. Cancellato. Lui e i suoi anni di galera”. Aldo Braibanti, il protagonista dell’altro 68, è morto. Di quelli che non si disonorarono, sono morti Sebastiano Timpanaro, Marco Pannella, Piergiorgio Bellocchio. Teresa Mattei e Franca Rame. Ancora un po’, e non sarebbe rimasta anima viva. Dunque mando un forte e grato abbraccio a Gianni Amelio.
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