Dire che “la disobbedienza civile non esiste” è incostituzionale

Sul perché la coscienza può entrare in conflitto con la legge
9 OTT 18
Ultimo aggiornamento: 17:37
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Lunedì sera in un pezzo molto rumoroso di un programma televisivo ho sentito la signora Ginevra Cerrina Feroni, docente di Diritto costituzionale comparato all’Università di Firenze, dichiarare perentoriamente che “la disobbedienza civile non esiste”. La sentenza era così singolare che ho consultato Google sulla signora: editorialista del Corriere e del Messaggero, simpatizzante per la Lega e personalmente per Salvini, in odore di candidatura leghista per il Comune di Firenze eccetera. Nessuna delle notizie che ho trovato aiuta a capire come possa una persona di qualunque vocazione politica o qualificazione scolastica pronunciare uno strafalcione così madornale. Un’occhiata a Google basta a farsi un’idea della disobbedienza civile. Se invece la signora intendesse che la coscienza non possa mai entrare in conflitto con la legge e decidere di non obbedirle, assumendosene intera ed esplicita la conseguenza, allora la cosa diventa ancora più grave. In un caso si tratterebbe di una spettacolosa ignoranza, nel secondo di un autoritarismo ottuso e, per così dire, incostituzionale.