Il tempo del la la la, quando non ti ricordi niente, ma sai che le amiche sono tutto

Nel suo romanzo Luciana Litizzetto racconta di come, sulla lunga durata, l'amicizia si riveli il sentimento più importante, una scialuppa di salvataggio di ogni giornata diritta o storta
11 LUG 26
Immagine di Il tempo del la la la, quando non ti ricordi niente, ma sai che le amiche sono tutto
Mai e poi mai e ancora mai mettersi con uomini che, superati i quarant’anni, portano i pantaloni rossi”. I maschi stagionati che indossano calzoni vermigli sono sempre vanesi, narcisi, e soprattutto convinti che le braghe infuocate siano il segno di una gioventù non ancora bruciata ma sfrigolante e sessualmente molto attiva”.
Luciana Littizzetto, “Il tempo del la la la” (Mondadori, 297 pp)
E’ il primo comandamento di tre amiche, che in chat si sono autonominate, dopo una gita insieme ai Sassi di Matera, “Fighe rupestri”. Tutti abbiamo chat di gruppo con nomi spiritosi (o indecorosi) per la famiglia o per gli amici intimi, ma questo mi ha messo allegria appena l’ho letto, e l’allegria mi ha accompagnato per tutta la lettura del romanzo. Un’allegria calda, data dall’autoironia di questi tre personaggi torinesi, tre donne di cui una, Lola, sta per compiere sessant’anni. Ho aggiunto torinesi perché Torino è importante in questa storia: è la città raccontata, vissuta, camminata, amata (c’è anche una cartina, al fondo: lalalamap, dove sono segnati tutti i luoghi dove le amiche si incontrano, dove prendono l’aperitivo, il caffè, un tramezzino, dove portano a passeggio il cane, e c’è il lungofiume con le sue meraviglie, c’è il mercato di Porta Palazzo, c’è il Monte dei Cappuccini), è la città che ha formato Lola, la più riservata, la più timida, quella che si sveglia sempre all’alba, “una famosa regista di pellicole mentali, sovente candidata all’Oscar” in cui loro due, pur follemente innamorati, sono costretti dal vile destino a lasciarsi per sempre.
Ma che cos’è precisamente il tempo del la la la? E’ il tempo in cui ci si scorda tutto, il tempo dei neuroni artritici, il tempo del ma come si chiama quell’attore di quel film ambientato in quel bel posto, il tempo in cui parli al cellulare e intanto cerchi il cellulare nella borsa, il tempo in cui mangi un’oliva e ingrassi mezzo chilo. Però il tempo del la la la può essere anche molto divertente, come questo libro, saggio, consapevole, con qualche freno inibitore in meno (lo dico soprattutto per Lola, anzi: lo dico a Lola). Il tempo in cui l’amicizia si rivela, sulla lunga durata, il sentimento più importante. La scialuppa di salvataggio, ma non solo se il mare è in tempesta. La scialuppa di salvataggio di ogni giornata diritta o storta: alle fighe rupestri basta anche solo un messaggio per ritrovarsi eroine della propria disavventura, per trovare la commedia nella tragedia, o almeno il lato quasi buono. Nel tempo del la la la si affronta di tutto: i genitori anziani e le loro intemperanze, il calo del desiderio, l’aumento del desiderio, i problemi con i figli, gli incidenti con i badanti dei genitori, anche gli incidenti di cani e gatti hanno una loro epica niente male.
E naturalmente la possibilità dell’amore: un maschio non troppo Alfa. Maschio Alfetta può andare?