Un bellissimo racconto che nessuno vuole pubblicare

Dispiace dirlo, ma il problema è che l’autore non ha fatto militanza comunista

30 LUG 26
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Foto Ansa

“La casa sopra l’obitorio” è un bellissimo racconto che nessuno vuole pubblicare (perché l’autore non ha fatto militanza comunista).
Allora: fino agli inizi del Novecento, insieme all'obitorio veniva costruito un appartamento (250 metri quadri) al piano di sopra. Era per il custode e famiglia. E’ sempre stato così. Anche gli obitori costruiti nel medioevo, nel Rinascimento, sia dagli ittiti, sia dai bizantini, che dai goti e dai bretoni. Tutti avevano una “foresteria” sopra l’obitorio. Il posto di obitorista era ambito sia perché era un lavoro sicuro, sia perché avevi la casa gratis. Non pagavi le utenze e le tasse sulla spazzatura. Con l’avvento della società dell’immagine, queste dimore sopra gli obitori hanno cominciato a rimanere vuote. Motivo: i figli degli obitoristi a scuola venivano presi in giro perché abitavano sopra l’obitorio. Nessuno andava a casa loro per fare i compiti o festeggiare un compleanno.