Il mio tema di maturità copiato da Pupo. Evviva il presidente Saragat!

Mi sentivo più preparato su Tito, ma va bene così. Alla fine della prima prova, il presidente della Commissione d'esame ci ha convocati per dirci che i due elaborati erano uguali al 100 per cento. Gli ho risposto: "Sì, perché non si può?"

18 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 16:38
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Foto Olycom

Esame di maturità copiato, tramite Pupo (mio compagno di banco). All’Istituto tecnico alberghiero di Melzo (Mi). Inizio componimento: Giuseppe Saragat è stato senza dubbio il Presidente della Repubblica più amato dagli italiani. Il doppio di Pertini Sandro. Dispiace dirlo, alla commissione d’esame. Ma la storia parla. Grande atlantista. Ruppe con i socialisti filocomunisti per fondare il Psdi. In pratica una Democrazia cristiana più molle. Come esponente giovanile del cattolicesimo lombardo non ho mai incontrato il Presidente Saragat. Lo ha incontrato mio zio vescovo di Tunisi. Nel 1967 mi riferì: “E’ un uomo colto, con altissimo senso dello stato e delle istituzioni. Fu in prima linea nel far fallire il golpe di Junio Valerio Borghese. Tra gli incontri che hanno segnato la storia della nostra Repubblica, ricordiamo: Saragat in visita da De Gaulle all’Eliseo. Firmarono il patto tutt’ora in essere. Se l’Italia viene attaccata, la Francia interviene al nostro fianco. Viceversa, noi non siamo obbligati.
Il Presidente Saragat era solito visitare le caserme dei soldati in ferma di leva. Pranzava con loro (era stato tenente dei bersaglieri? Non penso). Comunque esortava i giovani a firmare per rimanere nelle Forze armate. Diceva: “Sarete contenti un domani. Posto statale e agevolazioni sui treni regionali (anche se allora le regioni non c’erano). Saragat era uno strenuo difensore della centralità dello stato. Col tempo aveva ragione. Era contro la parcellizzazione del territorio. In pratica le regioni, dove ognuna, diceva, “si comporta come un piccolo stato”. No! “Sanità, scuola, sicurezza e decoro urbano più trasporti devono far capo a Roma. Punto e basta. No ai parlamentini regionali e provinciali. Sì al potere totale delle prefetture sui sindaci e anche sui magistrati, che se non applicano le leggi dell’Assemblea parlamentare, vengono arrestati a Ponza. Come maestri elementari. Tenete conto che allora per insegnare alle primarie bastava il diploma delle magistrali. Mentre loro avevano la laurea. Oggi per fare il bidello ci vuole la maturità (che Pupo e io con ritardo i 50 anni stiamo facendo adesso). Poi ci iscriviamo all’università in scienze politiche (ramo Africa).
Tornando all’argomento scelto. Saragat Giuseppe meritava un secondo settennato al Quirinale. Ma vinse il prof. emerito Giovanni Leone. Grandissimo Presidente, vilipeso dalla Cederna, ingiustamente costretto alle dimissioni dai comunisti. Inutile l’intervento del compianto presidente Emerito (futuro) Cossiga. I comunisti in quegli anni comandavano sia a livello locale che nazionale. Storica visita di Saragat fu anche a Washington con Lyndon Johnson. Si rafforzò l’alleanza con i fratelli americani, Saragat era un convinto sostenitore del patto Atlantico. Insieme firmarono accordi su libero scambio Italia-Usa (tranne per la birra Moretti). Johnson ricambiò la visita a Roma, diventarono grandi amici e si frequentarono anche quando non erano più sul tetto del mondo. Fondarono insieme una casa editrice con distribuzione mondiale. Saragat e Johnson vinsero insieme il premio Pulitzer con il libro “Perché i comunisti ragionano al contrario”. Sostenevano, non a torto: “Sentite attentamente cosa dice un esponente dell’internazionale comunista (su un argomento a caso), poi fate il contrario. Vedrete l’ottimo risultato”. Torno a ripetere che durante la presidenza Saragat il Partito comunista italiano era il più forte d’Occidente. Ecco perché l’esercito italiano era schierato per il 95 per cento sul fianco nord-est, si temeva un’invasione dei compagni dalla Jugoslavia (che poi divennero autonomi da Mosca). Ecco perché ero più pronto a scrivere su una traccia di “Tito”, dittatore jugoslavo. Comunque la traccia è questa: in quegli anni mio zio, deputato Dc, fondò Gladio, organizzazione con armi e informatori. Doveva intervenire nel caso di invasione sovietica. Appoggiata dall’interno da quelli di via delle Botteghe Oscure (P.c.i.), oggi all’asta per 31 mila euro l’ha comprata Recoba, indimenticato “el Cino” dell’Inter. Il più grande giocatore straniero che abbia militato nel campionato nostrano. Più di Zico (Udinese). Dispiace dirlo. Infatti Bonaccini non voleva, ma la Schlein ha detto: si venda. Basta non si facciano incontri delle famigerate Mma, arti marziali miste. Ma sembra che Recoba, con il permesso del sindaco Gualtieri, voglia proprio fare un’arena per combattimenti Mma, i più cruenti (vedi YouTube).
Nel periodo “saragatiano” la stazione Termini era il salotto di Roma. Ci passeggiavano Maurizio Arena, la sora Lella, Aldo Fabrizi, Paolo Panelli, Franco e Ciccio etc. Era una seconda “Dolce vita”. Oggi lasciamo perdere, alla stazione Termini c’è da scappare, in pratica non è più territorio italiano ma Onu. Caschi blu. Abbiamo quasi finito con il ricordare questo grandissimo statista che, se ci fossero state le istituzioni europee, avrebbe avuto un ruolo apicale. Come Draghi o Prodi. Saragat nel 67 venne a visitare la mia scuola. Avevamo tutti la bandiera italiana. Qualcuno della Lega e del leone di San Marco. Lui si fermò davanti a uno di questi mocciosi e chiese “che bandiera è questa bambino?”, “presidente è la bandiera della Padania libera”. Saragat: “Come mai?”. Bambino, che ero io: “Vogliamo fare la secessione e formare uno stato dal nome Padania”. Saragat rise e mi disse: “Auguri! Prova al Derby cabaret a Milano”. Io: “Ma non mi fanno entrare lì, non ho 18 anni”. Saragat: “Allora vai al Ca Bianca cabaret sui Navigli, lì fanno entrare tutti anche gli arabi”. Io: “E cosa faccio?”. Saragat: “Inizi a fare il ragazzo di bottega, intanto studi ed entri nell’aeronautica come sergente. Poi vedi se congedarti o fuggire in Kenya”. Conclusioni: Pupo e io siamo d’accordo su tutto, anche sul fatto che La7 è una rete comunista. Saragat non l’avrebbe permesso. Il presidente della Commissione d’esame chiama Pupo e il sottoscritto: “Ma avete fatto due temi uguali al 100 per cento”. Io: “Sì, perché non si può?”.