Stanotte ho sognato la regina Elisabetta

In questi 28 anni dall’ultima volta che ci siamo baciati, non era mai capitato. Mi lasciò come un cane per via delle mie assenze: in quel periodo ero impegnato a contrastare il banditismo sardo
22 SET 22
Ultimo aggiornamento: 04:21
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Photo by Anne Nyg&aring;rd on Unsplash<br />&nbsp;<br />

Stanotte ho sognato il grande amore della mia vita, Elisabetta. In questi 28 anni dall’ultima volta che ci siamo baciati, non era mai capitato. Certo pensavo spesso a lei, diciamo 5 volte al mese? Ma sì diciamolo, anche se a volte di più. Nel sogno eravamo ancora della stessa età di allora: lei 25, io 32. Era bellissima. Oltre questo non si capiva niente, c’era del mobilio con dentro oggetti mai visti. Forse regali di nozze? Poi il sogno è finito. Con Elisabetta di Cesena siamo stati morosi dal marzo al giugno 1994. Ci saremo visti 9 o 10 volte. Abbiamo dormito insieme in gita a Desenzano, Bellaria, alla diga di Ridracoli (Appennino romagnolo) e all’hotel Hilton di Milano.
A fine giugno arrivo a Linate dalla Sardegna, subito chiamo il mio amore da una cabina Sip. Lei: “Eh, sai… adesso devo preparare gli esami all’università… La mensola in cucina non tiene e rischia il crollo…”. In pratica lasciato come un cane. In quel periodo ero impegnato a contrastare il banditismo sardo (tramite servizi segreti). Il mio errore qual è stato? Di non averla richiamata magari giorni dopo? No! Ho lasciato che la cosa finisse così cominciai a scriverle lettere d’amore (sia complete che parziali). Non perché le ho scritte io, ma erano veramente belle e romantiche: “Ti amo / Ti penso / Sono finito al manicomio! / Scappo da El Paso, New Mexico per te. Forse mi ammazzo…” e altre balle. Oggi come oggi sono contento mi abbia lasciato. Alla fine cosa facevamo? I cretini?
P.S. In questi giorni mi sono fidanzato con Elena, una ragazza che abita a un chilometro da casa mia. Vado in bicicletta nel suo cortile. Mi aspetta e dal balcone: “Allora imbecille, l’arrosto si fredda!”.