di Maurizio Milani
•
Quando il prefetto aveva il potere di diplomarti
La maturità del nostro innamorato fisso non andò esattamente nel migliore dei modi. Per fortuna ai tempi esisteva ancora la postilla a margine del diploma: delega prefettizia
di
13 AUG 21
Ultimo aggiornamento: 04:00 AM

Photo by Ivan Aleksic on Unsplash <br />
Tanti confondono Ugo Foscolo con Silvio Pellico. Per non parlare di Jacopone da Todi. Alla maturità (ci arrivai tramite conoscenze) dissi: “Le belle lettere di Ortis sono del Pellico”. Commissione: “Bravo, ti sei mangiato 25 punti”. Allora il conteggio era in “sessantesimi”. Voto 35. Con delega prefettizia. Il minimo per essere promosso era 36/60. c'era però la possibilità di rivolgersi a S. E. il Prefetto. Aveva facoltà di farti “maturo” appunto con il voto 35 con postilla a margine del diploma: delega prefettizia.
Che hanno tale punteggio in Italia saremo mille-milleduecento. Solo nel provveditorato agli studi di Milano mille. Per questo il nostro diploma è stato recentemente revocato. Non ha più valore legale. Hanno fatto bene. Cosa aspettavano? Che vincevamo il concorso truccato in comune?
Di più su questi argomenti:
Nato a Milano il 20 maggio 1961. Vero nome: Carlo Barcellesi. Diplomato terza media presso Camera del Lavoro di Milano nel 1985, corso serale a numero chiuso. Dopo il militare lavora come sguattero in un hotel. Nel 1987 arriva ultimo a “Riso in Italy”, concorso importante a Roma per giovani. Fa ricorso e vince. Ha uno sfratto ma non riconosce la sentenza. Collabora con il Foglio dal 1986 grazie al direttore Giuliano Ferrara. E' fidanzato con Monica.