di Maurizio Milani
Il coronavirus visto da Codogno
Qui ci conosciamo tutti. Ieri c’era il mercato. Vedere il nostro ospedale nell’apertura di tutti i tg… Il sindaco e l’assessore regionale ci hanno detto di stare in casa
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21 FEB 20

Foto LaPresse
Da quando oggi in edicola alle 5,30 del mattino per comprare il Foglio la signora mi fa: “Hai sentito?”. “No!”. “Il coronavirus è qui nel nostro ospedale”. Sono diventato serio. La signora non scherzava, per una coincidenza il primo caso si è proprio verificato nella mia cittadina. Codogno, 16 mila abitanti. Patria di Giuseppe Novello e Milito. Con un ospedale moderno che serve tutta la Bassa milanese. Qui ci conosciamo tutti. Ieri c’era il mercato. Vedere il nostro ospedale nell’apertura di tutti i tg… Il sindaco e l’assessore regionale ci hanno detto di stare in casa. 16 mila persone a Codogno, 16 mila a Casalpusterlengo, 5 mila a Castiglione d’Adda. Di queste almeno 5 mila vanno tutti i giorni a Milano per università a lavoro. Negozi chiusi. Il Foglio gentilmente, se può, mi spedisca cibo.
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Nato a Milano il 20 maggio 1961. Vero nome: Carlo Barcellesi. Diplomato terza media presso Camera del Lavoro di Milano nel 1985, corso serale a numero chiuso. Dopo il militare lavora come sguattero in un hotel. Nel 1987 arriva ultimo a “Riso in Italy”, concorso importante a Roma per giovani. Fa ricorso e vince. Ha uno sfratto ma non riconosce la sentenza. Collabora con il Foglio dal 1986 grazie al direttore Giuliano Ferrara. E' fidanzato con Monica.