
Ieri mi sono presentato alla casa editrice Adelphi. Nel corridoio passava il direttore editoriale che fa “No! Non dica niente!”.
Io: “Certo come vuole”.
Lui: “Guardi, se ha in mente di proporre qualcosa non è il caso”.
Io: “Ma forse un libro su lettere d’amore IV serie può interessare”.
Lui: “Senta, non per mancarle di rispetto, ma noi, per caso, conosciamo le parlate che scrive, mi permetta di parlarle francamente”.
Io: “Fa benissimo”.
Lui: “Ripeto non è il caso che venga qui a proporre i suoi lavori. Provi a qualche stamperia locale. Poi sappiamo che il 95 per cento dei libri che scrive li compra lei in giro”.
Io: “Allora cosa faccio?”.
Lui: “Lo offriamo volentieri una colazione qui al bar, ma collaborare assieme nemmeno se compra la sede della Magneti Marelli”.
Io: “Perché è in vendita?”.
Lui: “No! Dicevo così per dire”.
Io: “No, perché 5 milioni da investire nell’editoria ce li ho. Ma non posso spenderli tutti per comprare i miei libri”.
Lui: “La prego esca subito, che sta disturbando. Qui non si scherza o meglio non tutto il giorno come fa lei… l’ho offesa?”.
Io: “No, anzi”.
P.s. Ricordiamo che la Magneti Marelli, la Breda ferroviaria, la Radaelli, la Plasmon etc. erano l’economia di Milano e dell’Italia. Adesso si può puntare tutto su editoria, gallerie d’arte ecc.
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Nato a Milano il 20 maggio 1961. Vero nome: Carlo Barcellesi. Diplomato terza media presso Camera del Lavoro di Milano nel 1985, corso serale a numero chiuso. Dopo il militare lavora come sguattero in un hotel. Nel 1987 arriva ultimo a “Riso in Italy”, concorso importante a Roma per giovani. Fa ricorso e vince. Ha uno sfratto ma non riconosce la sentenza. Collabora con il Foglio dal 1986 grazie al direttore Giuliano Ferrara. E' fidanzato con Monica.
