Lettera d'amore di uno straccione a Cindy Crawford
Ho perso il lavoro e sono stato abbandonato da mia moglie. Però sono innamorato della diva americana

Cindy Crawford (Foto LaPresse)
Gentile Cindy Crawford, sono uno straccione di Milano. È circa venticinque anni che sono così. Avendo perso il posto di lavoro prima ed essendo stato abbandonato dalla moglie (giustamente: bevevo) mi sono ritrovato in strada. Anche gli assistenti sociali del comune hanno detto: “Non abbiamo mai visto uno perdere così tante posizioni nella scala sociale”. Infatti allora ero dirigente del comune. Vivo sotto la Torre Branca, la mitica struttura che c’è a Milano. Potremmo vederci oggi qui? Non penso, anche perché giro tutto il giorno e solo verso sera mi ritiro sotto la Torre Branca che, tendo a ripetere, è una delle cose più belle di Milano. Forse negli anni Ottanta, quando venivi a Milano per le sfilate non ne avevi mai sentito parlare, anche perché in quel periodo era stata spostata in un luogo segreto. Ma neanche. Ciao Cindy, sei la più bella di tutte. Un bacio.
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Nato a Milano il 20 maggio 1961. Vero nome: Carlo Barcellesi. Diplomato terza media presso Camera del Lavoro di Milano nel 1985, corso serale a numero chiuso. Dopo il militare lavora come sguattero in un hotel. Nel 1987 arriva ultimo a “Riso in Italy”, concorso importante a Roma per giovani. Fa ricorso e vince. Ha uno sfratto ma non riconosce la sentenza. Collabora con il Foglio dal 1986 grazie al direttore Giuliano Ferrara. E' fidanzato con Monica.
