FMI fisso
Caro Di Maio, i lavori socialmente utili di cittadinanza io non li faccio, amo Gita Gopinath

Gita Gopinath (foto via Wikimedia)
Scusi Di Maio, ma c’è una clausola nel decreto del reddito di cittadinanza che non mi convince. Io dovrei essere disponibile a fare lavori socialmente utili. Cioè se nevica forte prendere in mano il badile e spalare la neve per il mio comune. No, grazie. Lavori pesanti non ne faccio, anche perché non ne ho voglia. A questo punto viva il global warming, se non fa più nevicare. Al limite usateci per utilità sociale, come fare il finto autovelox: ci mettete dentro a una colonnina dell’autovelox a fare la spia su chi va oltre il limite. Così si risparmia il costo del noleggio della macchinetta da ditte private, che mi risulta caro. Ieri è entrato in un negozio in via Montenapoleone a Milano un cliente vestito etnico. Al momento del pagamento la commessa fa: “Aaaaaahhh!”, e corre giù nell’ufficio del direttore. “Cosa succede?”. Commessa: “Questo signore vuole pagare con banconote mai viste”. Cliente: “Ma è il franco africano, la moneta più stabile del mondo”. Direttore: “Sarà come dice lei, ma a noi quel tipo di pagamento non è gradito”. Cliente: “Sono molto offeso, farò un reclamo formale al Fondo monetario internazionale”. Direttore: “Giusto, ma intanto ci lasci lavorare con clienti che hanno una valuta che appena la vediamo diciamo prego, si accomodi”.
Ecco in esclusiva quello che hanno detto all’ambasciatore italiano a Parigi, convocato per chiarimenti su quello che ha detto il vicepremier italiano sulla Francia.
Ministro degli Esteri francese: “Se non era per Napoleone III che è arrivato per darvi una mano a fare l’Unità d’Italia adesso eravate ancora in ballo con il Granducato di Pistoia…”.
Ambasciatore: “Ma non diciamo così, però è vero. Ma neanche”.
E a proposito, ecco la mia lettera d’amore a Gita Gopinath del Fondo monetario internazionale: “Gentile Gita, scusi se non le ho scritto prima, ma francamente non sapevo che al Fmi ci fosse una delle donne più belle del mondo. Quindi è giusto che mi sia innamorato di voi. Mi presento, sono un economista italiano appena laureato. Ho 52 anni, sono d’accordo con lei su tutto: se l’Italia va avanti con questa politica economica diventa lo scherzo del pianeta. Lei è una donna molto bella, chissà quante lettere d’amore riceve. Una è questa. Le mando un saluto.
P. S. Sul sito del Foglio ci sono altre dieci lettere d’amore per lei. Ho messo nomi di fantasia di chi le scrive, ma sono tutte mie tranne due. Non so chi le ha mandate.
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Nato a Milano il 20 maggio 1961. Vero nome: Carlo Barcellesi. Diplomato terza media presso Camera del Lavoro di Milano nel 1985, corso serale a numero chiuso. Dopo il militare lavora come sguattero in un hotel. Nel 1987 arriva ultimo a “Riso in Italy”, concorso importante a Roma per giovani. Fa ricorso e vince. Ha uno sfratto ma non riconosce la sentenza. Collabora con il Foglio dal 1986 grazie al direttore Giuliano Ferrara. E' fidanzato con Monica.
