Ecco l'intercettazione della telefonata tra Orbán e il premier Conte
“Ciao Beppe! Allora, rinunci alla cattedra della Sapienza?”. “Sì! Tanto ho da fare qui!”

Telefonata intercettata tra Orbán e il premier Conte.
Orbán: “Ciao Beppe! Allora, rinunci alla cattedra della Sapienza?”
Conte: “Sì! Tanto ho da fare qui!”.
Orbán: “Nel caso ma non penso qui nel mio governo un posto per te c’è”.
Conte: “Quale ministero?”.
Orbán: “Istruzione. Volevo dirti mi aiuti a non farmi cacciare dai Popolari?”.
Conte: “Certo! Telefono adesso a Nando Casini il nostro leader (e aggiungo io che sto intercettando: anche il mio)”.
Orbán: “Scusi ma lei chi è?”.
Io: “Tranquillo presidente sono dei vostri andate avanti a parlare come prima!”
Conte: “Va bene! Beppe ti dicevo anche le sanzioni…”
Conte: “Ma quali sanzioni se mi dimetto! Anzi ho proposto la sede UE a Budapest!”.
Orbán: “Ciao grazie! Metti Vienna però che altrimenti sembra che mi agevoli”.
Intervengo io: “No alle sanzioni anzi più contributi alla nazione sorella che lei guida”.
Orbán: “Grazie amico che mi intercetti in modo abusivo”.
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Nato a Milano il 20 maggio 1961. Vero nome: Carlo Barcellesi. Diplomato terza media presso Camera del Lavoro di Milano nel 1985, corso serale a numero chiuso. Dopo il militare lavora come sguattero in un hotel. Nel 1987 arriva ultimo a “Riso in Italy”, concorso importante a Roma per giovani. Fa ricorso e vince. Ha uno sfratto ma non riconosce la sentenza. Collabora con il Foglio dal 1986 grazie al direttore Giuliano Ferrara. E' fidanzato con Monica.
