Bot, economia e altre sciocchezze. Cosa ha detto Draghi al futuro premier
“Governatore vorremmo emettere come stato italiano dei mini bot tipo mini assegni degli anni Settanta”. “Non fate cazzate!”, ha risposto il presidente della Bce

Telefonata intercettata tra il premier italiano e Mario Draghi.
Premier: “Governatore vorremmo emettere come stato italiano dei mini bot tipo mini assegni degli anni Settanta”.
Draghi: “Non fate cazzate!”.
Premier: “Ma perché sono anche molto belli da vedere sul taglio da cinquecento euro c’è Piero della Francesca, sul taglio da mille euro Pippo Baudo”.
Draghi: “Basta cabaret. Se pensate che come Banca centrale vi compro quelle figurine da fustino di detersivo…”.
Premier: “Ne ritiri almeno mille miliardi (di euro). Altrimenti salta il Bilancio. Stampiamo per lei un taglio da un milione con su Jacopone da Todi”.
Draghi: “Va bene ne mandi a Francoforte per cinquemila miliardi che poi li regalo alle scuole di Bratislava”.
Premier: “Non per mancare di rispetto ma perché Bratislava”.
Draghi: “Perché le scuole di Bratislava usano ancora le figurine dentro al Dash con su il feroce Saladino per spiegare la storia”.
Premier: “Per me va bene!”.
Draghi: “Anzi me ne mandi 15 mila miliardi in varie taglie. Sul mini bot da duecento euro chi c’è su?”.
Premier: “Grillo e Casaleggio vestiti con abiti tradizionali della provincia di Milano”.
Draghi: “Che bello, vestiamoci tutti co domani”.
Premier: “Come Renzo Tramaglino?”.
Draghi: “No! Come dei pirla”.
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Nato a Milano il 20 maggio 1961. Vero nome: Carlo Barcellesi. Diplomato terza media presso Camera del Lavoro di Milano nel 1985, corso serale a numero chiuso. Dopo il militare lavora come sguattero in un hotel. Nel 1987 arriva ultimo a “Riso in Italy”, concorso importante a Roma per giovani. Fa ricorso e vince. Ha uno sfratto ma non riconosce la sentenza. Collabora con il Foglio dal 1986 grazie al direttore Giuliano Ferrara. E' fidanzato con Monica.
