di Guido Vitiello
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Il caso Pucci e il format standard delle guerre culturali
Ora funziona l'autoritarismo vulcanico e scomposto anche in un paese in cui l’insofferenza per il politicamente corretto sopravanza alquanto la sua incidenza reale
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11 FEB 26

Andrea Pucci (foto Ansa)
Quando penso a Pucci non mi viene in mente nulla, se non che le guerre culturali sono ormai un format mondiale che obbedisce ovunque allo stesso schema drammaturgico: servono il Bacchettone sussiegoso e il Pasticcione anarchico – in termini circensi: il clown bianco e l’augusto – e se uno dei due tarda a presentarsi sul palco, beh, bisogna riempire la casella con il primo che capita, o il gioco delle parti non funziona. Chiusa la parentesi sul caso, e su un paese in cui l’insofferenza per il politicamente corretto sopravanza alquanto la sua incidenza reale, le due dramatis personae sono tetramente prevedibili, e il loro ciclo di azioni-reazioni segue una simmetria così meccanica che a lungo andare tendono all’indistinguibilità. Rivedevo giorni fa una puntata di “The Big Bang Theory”, una delle ultime sitcom pigliatutto della tv americana, sopravvivenza attardata degli ecumenici anni Novanta (non a caso usava ancora le risate registrate, alludendo a un possibile “senso comune” ormai perduto; e non a caso si è beccata accuse di razzismo, sessismo e altre fobie). Proprio per questo è uno degli osservatori più indicati per vedere all’opera tutte le parti previste dal canovaccio. Nell’episodio, il fisico sociopatico Sheldon Cooper e la sua compagna ne fanno una delle loro e vengono convocati d’urgenza dai superiori. “Avevate una chance per vincere il Nobel e la state bruciando!”, li striglia furibondo il presidente dell’istituto. L’addetta alle risorse umane aggiunge: “Credo che il presidente stia cercando di dirvi che avevate una chance per vincere il Nobel e la state bruciando”. Al che Sheldon, disorientato, obietta: “Ma è esattamente la stessa cosa che ha detto lui”. “Sì, ma io l’ho detta con la mia rassicurante voce da Human Resources”. Autoritarismo vulcanico e scomposto contro autoritarismo ortopedico e suadente. Oggi nel mondo prevale il primo, gridando alla dittatura del secondo; prima la bilancia inclinava all’altro piatto. Ma quando avranno finito di contendersi la cabina del pilota (perché ci saremo ormai schiantati al suolo), questa gag sarà la nostra scatola nera.
IL BI E IL BA
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