Breve elenco di tutti i candidati all’Onu peggio di Orbán

L’idea di Trump di candidare alla poltrona di segretario dell’Onu l'ex primo ministro ungherese è affascinante: non si era mai caduti così in basso, nemmeno con l’idea helzapoppin’ di Infantino  

27 OTT 26
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(Foto Getty)

E’ vero che ci sarebbero già a disposizione anche Flávio Bolsonaro, il trombatissimo di Rio, e Aleksandar Vucic, l’amichetto di Putin e unico nella storia universale della politica a riuscire e a buscarle dagli studenti, e fra un paio di giorni potrebbe rientrare nel mazzo anche Bibi Netanyahu, e potrebbe liberarsi dalla panchina persino Luciano Spalletti (detto senza intenzione, solo per sottolineare che il campo è largo). Ma di certo l’idea di Trump di candidare alla poltrona di segretario dell’Onu Viktor Orbán – anche lui defenestrato a furor di popolo dal governo dell’Ungheria nonostante o forse per via dell’endorsement congiunto suo e di J.D. Vance – è affascinante: non si era mai caduti così in basso, nemmeno con l’idea helzapoppin’ di Infantino. Non che l’Onu sia un campo fiorito di buone intenzioni, è una macchina che mangia soldi e produce ipocrisia, non a caso in scadenza c’è un figuro come Guterres, e più che riformato (lo dicono tutti) si potrebbe chiuso. Ma Orbán, accipicchia. Forse, ecco sì, lui lo chiuderebbe davvero, e invece del Consiglio di sicurezza farebbe un bel tavolo di canasta con Xi, Putin, ovviamente Trump e anche Belzebù. Roba che fa meno paura persino la candidata di Antigua e Barbuda, la poetessa che ci tirerebbe matti col cambiamento climatico.