Meno attenzione per Sanchez e Littizzetto, più per Najmeh Amini, condannata a morte per un post

Prestiamo molta attenzione alle missive di Littizzetto a Pedro Sánchez, e soprattutto alla sua risposta ripassata in paella. Meno attenzione, meno indignazione, accendono le molte storie tutte uguali e tutte di condannati innocenti che filtrano dall’Iran, buco nero del mondo dove sono soprattutto i giovani, ragazze e ragazzi

15 OTT 26
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Prestiamo molta attenzione alle missive di Littizzetto a Pedro Sánchez, e soprattutto alla sua risposta ripassata in paella. Per come siamo messi gran tema di dibattito politico. Prestiamo molta indignazione alle condanne a morte, soprattutto se minacciate in streaming, soprattutto se possiamo dare tutta la colpa a Pete “Deus vult” Hegseth. Ci fa bene alla coscienza, noi restiamo umani. Meno attenzione, meno indignazione, accendono le molte storie tutte uguali e tutte di condannati innocenti che filtrano dall’Iran, buco nero del mondo dove sono soprattutto i giovani, ragazze e ragazzi, a essere giustiziati, secondo Iran Human Rights quest’anno già più di seicento.
Prestiamo poca attenzione e a Najmeh Amini, che ha 23 anni, studentessa, condannata a morte per un post sui social “blasfemo”, che forse però nemmeno è mai stato postato, la paranoia è la vera energia dei tiranni. Ha fatto filtrare in modo fortunoso la sua voce dal carcere di Mashhad: “Oggi non voglio fare la figura dell’eroina. Voglio solo che la mia voce sia ascoltata”. Lo ha scritto il Guardian: “Sono una ragazza innocente con tante speranze e sogni”. Ma l’accusa di “insulto al Profeta” vale la morte. Lo sappiamo già dai tempi di Charlie Hebdo, lo racconta l’occhio tagliato di Salman Rushdie.
Le organizzazioni per i diritti umani                  denunciano la condanna a morte da parte di Teheran di una                  donna di 23 anni, Najmeh Amini,                  per blasfemia a causa di un post sui social media. Amini,                  studentessa di contabilità, è detenuta nel carcere di                  Vakilabad, nella città nord-orientale di Mashhad, scrive il                  Guardian. È stata condannata a oltre 12 anni di reclusione e                  alla pena di morte in due distinti processi. ANSA/iranhr.net +++ ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++ NPK +++