Silvio il generoso

Mentre Silvia Salis guarda a domani, Rosy Bindi rispolvera Bersani e Mastella si propone come federatore. Nel Campo largo si cercano nuovi nomi tornando ai vecchi. Persino il Cav., da morto, sembra avere più futuro di tutti

14 OTT 26
Immagine di Silvio il generoso

La segretaria del Partito democratico Elly Schlein e Rosy Bindi (Roberto Monaldo / LaPresse)

Sarà anche vero che “il tempo non aspetta”, come dice con saggezza da talk del pomeriggio Silvia Salis. Però poi, a giudicare dai rimbalzi di cronaca politica, nonostante il suo ottimismo più che “E già domani”, così recita il libro (wow!) della sindaca che tutti la vogliono ma lei non li piglia, siamo davanti a un patetico “è ancora ieri”. Dopodiché, c’è ieri e ieri, come si dice. Ad esempio riemerge da un’infinità di tempo (niente ageismo, è solo un verso di Montale) Rosy Bindi, che per indicare un futuro al Campo largo propone come federatore (pardon, ora si dice terzo nome) nientemeno che Bersani: “Il presupposto è un atto di generosità di Schlein e Conte. Il mondo è grande e il tempo è lungo”. Insomma loro dovrebbero farsi da parte, e rimettere lì l’uomo che perse lo streaming. Il tempo ha aspettato abbastanza, come direbbe Salis. Poi non stupitevi se arriva persino Mastella e dice: “Il federatore del centro lo posso fare anch’io, oppure richiamino Prodi”. Intanto ieri un pm di Monza ha chiesto la condanna di una ex olgettina per una tentata estorsione a Berlusconi, il vero generoso. Il quale nel frattempo è morto, ma sembra sempre “già domani” più di tutti gli altri. Sarebbe un terzo nome perfetto, parlandone da vivo. (Maurizio Crippa)