Rubriche
CONTRO MASTRO CILIEGIA •
Ogni apocalisse ha il suo dieci per cento di giovani
Il 10 per cento dei ventenni americani non incontra più nessuno. Un dato su cui interrogarsi, purché non si dimentichi che dagli hippie al Commodore, dalla PlayStation ai social, ogni novità tecnica ha consegnato agli adulti la sua piccola generazione perduta
6 OTT 26

(Foto Getty)
La prima puntata di una interessante serie di Massimo Gaggi sul Corriere dedicata alla “Vita nell’era dell’intelligenza artificiale” affronta l’impatto sui sentimenti. Si apre con una citazione di Her, con Joaquim Phoenix prof depresso che allaccia disastrose affinità elettive con un software. 2013. Ci torna in mente Io e Caterina di Alberto Sordi, 1980. Non certo per dissacrare, ma per curiosità. Gaggi è allarmato per la psiche dei ragazzi: “Il 10 per cento dei giovani americani non frequenta più persone”. Scrive: “Le loro interazioni dirette con altri sono in costante calo: negli Usa, statistiche alla mano, i giovani (20-29 anni) che non hanno nemmeno un incontro al giorno con una persona fisica sono passati dal 2-3 per cento di inizio millennio… al 10 per cento”. Senza nulla contestare al lavoro di Gaggi, molto più preparato di noi, gli si vorrebbe suggerire una lettura contrarian: ogni volta che c’è una cambiamento, in America un dieci per cento dei giovani si volatilizza dall’ecumene: un 10 per cento sfumato con gli hippie, un altro 10 con il Commodore, 10 con la PlayStation, 10 con i social, ora un altro 10 con l’Ai. Non è che non è rimasto più nessuno? O non è che ogni rivoluzione tecnica tra gli adulti parte la sindrome da fine del mondo? Che ne penserebbe Caterina? Attendiamo di leggere il resto.