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Vero o anche fake, Woody Allen smonta i moralisti
“Il mio lavoro è sempre stato apolitico. Se ho una domanda sulle relazioni umane, posso provare a rispondere. Ma su altre cose, non ho le competenze”. Più gagliardo di De Gregori
2 OTT 26

Foto ANSA
La prima buona notizia è che a 90 anni Woody Allen è ancora in splendida forma, almeno per perculare i rompiballe da conferenza stampa che dagli artisti vorrebbero sempre sentire scemenze impegnate, moralismi empatici e anatemi sui cattivi. Ad esempio quei baluardi di democrazia edilizia del País, che appena Ceuta è diventata noiosa (o imbarazzante) per la izquierda si sono buttati su Maricarmen poverella. Arriva a Madrid il vecchio Woody, per girare una commedia romantica, e gli chiedono a raffica che ne pensa dell’edilizia popolare: “State chiedendo alla persona sbagliata. Non ho una prospettiva politica”.
Insistono. “Il mio lavoro è sempre stato apolitico. Se ho una domanda sulle relazioni umane, posso provare a rispondere. Ma su altre cose, non ho le competenze”. Più gagliardo di De Gregori. Intanto sui social gira da giorni un testo in cui un vecchio ebreo newyorchese è spaventato dall’antisemitismo: “L’antisemitismo moderno è diventato fin troppo intellettuale. Un tempo ci odiavano e basta. Oggi un tizio con una sciarpa vi spiega perché l’esistenza degli ebrei sia una forma di aggressione e una minaccia per l’umanità… Oggi arrivano con il diploma della Columbia”. Niente, non era lui, è del comico Rami Yudovin, scambiato per suo. Però gagliardo anche da fake.