I don Peppone e il generale d’oggi. Brutta commedia

Ieri i forzanovisti che attaccavano don Massimo Biancalani, oggi Vannacci che cita "il camerata San Paolo". Che tristezza
21 AGO 26
Immagine di I don Peppone e il generale d’oggi. Brutta commedia

Foto ANSA

Era l’agosto di quasi dieci anni fa, 2017, il generale Vannacci era di là da venire ma già imperversavano le squadracce di sanfedisti di Forza Nuova. Da questo totally unnecessary spazio ci venne fatto di difendere don Massimo Biancalani, parroco di Vicofaro a Pistoia, che accoglieva migranti come se la chiesa non fosse mai abbastanza grande e divenne celebre per averli portati persino in piscina. A rinfrescarsi. Arrivarono i forzanovisti, decisi a partecipare pure loro alla Messa: “Per non lasciare i princìpi della dottrina cattolica alla berlina di chi si rifà alle perverse idee del lobbista Soros”. Gesù. Ma ieri si è appreso che don Biancalini è stato rimosso dalla cura delle sue due parrocchie con una disposizione del dicastero per il Clero, per “una valutazione di opportunità pastorale”.
Di questi giorni è anche la notizia di un gruppo di preti che ha censurato Vannacci che in un comizio aveva citato “il camerata San Paolo: ‘Chi non lavora, neppure mangi’”. I nuovi don Pepponi non hanno detto nulla del lavoro, a loro basta esprimere “profondo dissenso” per l’associazione “di San Paolo a un termine legato a ideologie totalitarie”. E con questo l’accoglienza è fatta. Povero don Massimo, e povero anche San Paolo.