Il diritto alla disconnessione dal populismo leghista

L'assessore all'Ambiente di Lodi, Stefano Caserini, è finito in un polverùn per aver inserito nella sua casella mail una risposta automatica, per avvisare di qualche giorno di ferie, colpevole di essere scherzosa. Ma a far scoppiare la polemicuzza è stata una consigliera comunale del Carroccio Eleonora Ferri. Del resto la giunta è di sinistra

20 AGO 26
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Foto Ansa

Provate a chiedere alle mie valorose colleghe e prodi colleghi della redazione d’agosto com’eravamo messi con la mia “connessione limitata”. Ma come dare torto, visto che ha ragione, all’assessore all’Ambiente di Lodi, Stefano Caserini, finito in un polverùn per aver inserito nella sua casella mail una risposta automatica, per avvisare di qualche giorno di ferie, colpevole di essere scherzosa: “Sono in vacanza, con connessione limitata e ancora minore voglia di rispondere”, ha scritto l’incauto. Che è professore di Mitigazione dei cambiamenti climatici all’Università di Parma, e possiamo capire che in un agosto a settemila gradi l’ironia come succedaneo della mitigazione climatica possa far girare le scatole.
Il messaggio dell’assessore climatico ribadisce soltanto un diritto sacrosanto che vale ormai per tutti, il diritto alla disconnessione. Ma a far scoppiare la polemicuzza è stata una consigliera comunale leghista, Eleonora Ferri: “Un assessore infastidito dai cittadini che gli scrivono è un assessore che non merita di ricoprire questo ruolo”. Del resto la giunta è di sinistra. Scommetto che se un assessore del suo partito avesse scritto: “Sono a verificare la mitigazione climatica del ponte di Messina”, sarebbe andato bene. Ma ho la connessione limitata, non posso verificare.