Le opere di Antonello da Messina erano al MuMe grazie a Vittorio Sgarbi

Se la piccola tavola che ha su un lato un Cristo in Pietà e sull'altro una Madonna col Bambino benedicente e un francescano in adorazione erano a Messina è perché 23 anni fa la Regione se le aggiudicò a un'asta individuata proprio dal critico d'arte. C'è solo da ringraziarlo

19 AGO 26
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Vittorio Sgarbi - foto LaPresse

Dell'ultimo capolavoro di Antonello da Messina, averci regalato il ritratto perfetto del nostro contraffatto Ferragosto italiano, parla amabilmente Salvatore Merlo al piano alto di questa pagina. Qui si vuole solo aggiungere un dettaglio, e un ringraziamento. Giorni fa, distratti che siamo, c'era parso eccessivo, quasi scortese, che avessero scomodato Vittorio Sgarbi (contenti di rivederlo in buona salute) a commentare il furto. Ma il motivo c'è, e va detto.
Se la piccola tavola che ha su un lato un Cristo in Pietà e sull'altro una Madonna col Bambino benedicente e un francescano in adorazione, opere di Antonello, erano al MuMe, è perché ventitré anni fa, 2003, la Regione Siciliana se l'aggiudicò a un'asta di Christie's per 220 mila sterline, 315 mila euro, una cifra esigua, da grande affare, per un Antonello da Messina. A individuare il piccolo capolavoro all'asta, permettendo alla Regione Sicilia l'acquisto, fu proprio Sgarbi, che ne segnalò l'importanza suggerendo di riportarla a Messina.
Un regalo dell'intelligenza e della competenza. Lo stesso Sgarbi che anni dopo gazzettieri manettari e un'inchiesta sgangherata provò ad accusare, nientemeno, di riciclaggio e contraffazione di beni culturali. È stato assolto, nemmeno sarebbe da dire. C'è solo invece da ringraziare, per aver avuto appassionati conoscitori dell'arte italiana come Vittorio Sgarbi.