Meglio il varano di Montichiari che quello di Pomezia

Guardando “La vita in diretta” ho scoperto che la Rai fa ancora servizio pubblico d'informazione fatta bene, e persino d’inchiesta. Altro che certe combriccole dei cosiddetti cronisti d’assalto

12 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 08:50
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Foto Ansa

Ieri pomeriggio per motivi inconfessabili lavoravo con accesa accanto una tivù, sintonizzata su “La vita in diretta” di Rai 1. Don’t ask don’t tell, comunque è vero. Il che mi ha permesso di scoprire che la Rai fa ancora servizio d’informazione fatta bene, e persino d’inchiesta. Altro che certe combriccole di soi disant cronisti d’assalto. Ad esempio parlano del giovane uomo ammazzato di botte a Fuscaldo, Calabria, e c’è un altro giovane uomo che non si fa riprendere ma dice “ci conosciamo tutti da vent’anni, ma non chiedetemi cosa penso, non posso parlare. Lo sapete”. E nessun consulente di Lavitola a sfidare l’omertà.
Comunque a un certo punto, grazie Rai, compare un brizzolato esperto di animali (non chiedetemi il nome) e la conduttrice (idem) annuncia tipo rubrica “e ora l’angolo del varano”. Giuro, l’angolo del varano. Insomma il lucertole fuggito nelle campagne del bresciano (c’è la foto, eh) che da un mese terrorizza i locali. Dice però lo zoologo confidential che non è pericoloso, anzi potrebbe essere già morto di fame, porello. E urla compassionevole: “Forza varano!”. Servizio pubblico tosto. Altro che il ballo del qua qua agitato come un cordone sanitario a protezione del varano di Pomezia, specie insidiata ma protetta dell’informazione d’inchiesta. Forza varano, e forza Rai.