Le poesie di Guccini a scuola ci sono già: sveglia, prof!

Le canzoni del cantautore di Pavena sono già presenti da anni in alcuni libri. E poi, con passione e fantasia i docenti di letteratura sono liberissimi di portare i testi in classe. Fine del noioso dibattito

11 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 07:32
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La poesia va a capo prima, diceva il suo amico Umberto Eco. Il gran semiologo burlone, messo alle strette dalla pedanteria consueta del ceto medio riflessivo, insomma i professori di scuola, avrebbe tagliato corto allo stesso modo: anche le canzoni vanno a capo prima. Fine del noioso dibattito sulla necessità di inserire i testi di Francesco Guccini nei libri di scuola (lui già nel 2004 si schermì: “Esser citato con Cicerone e Dante, ma via!”).
Evviva i bellissimi versi del grande cantautore, per il quale la chitarra era il supporto necessario delle parole. Ma da qui all’alzata d’ingegno dei professori che tutt’a un tratto chiedono di piazzarlo nelle antologie, anche meno. Passi se lo dice quell’eterno ragazzone di Cremonini, “vorrei che le sue canzoni venissero studiate nelle scuole insieme ai grandi poeti italiani”, ma un altro conto è pretendere di “restituire sia l’epopea della storia d’Italia degli anni di Eskimo che il filone lirico-elegiaco dei sui testi” (al che i ragazzi sarebbero già svenuti). E ancora peggio senza sapere due piccole cose: che le canzoni di Guccini sono già presenti da anni in alcuni libri. Secondo, che i docenti di letteratura sono liberissimi di utilizzarli nella loro didattica. Basta usare passione e fantasia.