Il caso Orlandi promette popcorn e grattachecche per tutta l'estate

Visto che il romanzo del bombarolo e del suo amico sta già diventando paccottiglia ferragostana, meglio rifugiarsi nel raggelante refrigerio del mio cold case preferito. Scopro che “si stringe il cerchio su Marco Accetti”, accipicchia

17 LUG 26
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Foto Ansa

Non posso rassegnarmi a un’estate così calda e senza almeno il refrigerio ombrellonistico di un delitto di stagione. E siccome il romanzo del bombarolo e del suo amico sta già diventando paccottiglia ferragostana, più noiosa di Professione Reporter di Antonioni, meglio rifugiarsi nel raggelante refrigerio del mio cold case preferito, Emanuela Orlandi, che promette nuovi popcorn. “Si stringe il cerchio su Marco Accetti”, scopro avidamente. Lui è noto alle cronache, direbbe Ranucci, e “tredici anni dopo la prima autodenuncia in procura” lo hanno interrogato daccapo. “Un cambio di passo senza precedenti”, accipicchia.
Riassumono però che “siamo alla terza inchiesta, dopo quella che si concluse con il proscioglimento di un gendarme vaticano e di un esponente del Sismi”, e quella del “filone Accetti-banda della Magliana-don Pietro Vergari”, archiviata. Ma stavolta “la linea è cambiata: l’inquietante reo confesso, già condannato per l’omicidio stradale di un bambino nella pineta di Castel Fusano (pare che c’entri eh, ndr), non viene considerato più un ‘mitomane’”. Perbacco, roba da prenotare grattachecche per tutta l’estate. E anche gli spritz: che se poi lo condannano, vuoi che non arrivi Nordio a chiedere la grazia?