Un processo, Desmond Tutu e le Br

Ieri la Corte d’Assise di Alessandria ha chiesto l’ergastolo per Renato Curcio e Mario Moretti e 21 anni per Lauro Azzolini – 84, 80 e 81 anni – per la strage di Cascina Spiotta, uno dei buchi neri mai risolti della storia delle Brigate rosse

20 GIU 26
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Foto Olycom

Quando quarant’anni fa Francesco Cossiga avanzò l’idea che per chiudere gli Anni di piombo, e i conti con i terroristi e tra terroristi e vittime, fosse necessario un atto politico, un’amnistia o un indulto (l’Italia non è paese da Commissioni per la Verità, nonostante lo splendido lavoro di chi ha percorso la strada della giustizia ripartiva tra vittime e terroristi) gli diedero del pazzo o del ciclotimico. Mai avuto il coraggio delle idee, la politica italiana; e la visione della Legge è spesso anche anche meno lungimirante. Così ieri la Corte d’Assise di Alessandria ha chiesto l’ergastolo per Renato Curcio e Mario Moretti e 21 anni per Lauro Azzolini – 84, 80 e 81 anni – per la strage di Cascina Spiotta, uno dei buchi neri mai risolti della storia delle Br. Fu ucciso il carabiniere Giovanni D’Alfonso, morì anche la brigatista Mara Cagol. Il caso era stato riaperto per un esposto del figlio dell’appuntato ucciso. I pm hanno detto “non è un processo alla storia o alle Br, ma un normale giudizio per omicidio”. Che è molto vero eppure non è pienamente vero. E’ vero che gli omicidi non vanno mai in prescrizione. E’ vero che un ergastolo comminato a 80 anni è una finzione di giustizia. E’ vero che avere giustizia, per una vittima, è un diritto primario. E’ vero che aveva ragione Cossiga. E’ vero che noi in Italian non abbiamo avuto Desmond Tutu