Se vincesse il Marocco di giocatori che non hanno scelto il loro paese

Immaginate che cosa potrebbe accadere se i Leoni dell’Atlante dovessero vincere davvero la coppa. Quanti giovani francesi o spagnoli di origine marocchina di seconda o terza generazione riscoprirebbero che la loro vera appartenenza è un’altra?

16 GIU 26
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Foto LaPresse

Com’era la storia che i Mondiali di Trump e Infantino non li vuole vedere nessuno? L’altra sera per Brasile-Marocco la Rai è arrivata al 45 per cento di share, salutami Sanremo; a meno che fossero tutti italiani di origine marocchina di seconda generazione. Ma a parte, la faccenda assumere un bel rilievo, non solo calcistico: il Marocco è una gran squadra, potrebbe persino arrivare in fondo (del resto ha già vinto la Coppa d’Africa, ma a tavolino: giusto per dire che è una Federazione con gli attributi, mica la Figc). La nuova star Bouaddi, 19 anni, è nato in Francia e ha debuttato con le giovanili francesi. Poi ha scelto il paese d’origine dei genitori. La superstar francese Mbappé, ragazzo genuino com’è, ha dichiarato: “La gente vorrebbe che mi candidassi presidente della Repubblica, ma non ci sto pensando”. Chissà invece cosa succederebbe con quelli del Marocco. Dove c’è questa cosa fantastica, salutata con evviva da tutti (tranne forse Vannacci e i Maga): l’altra sera aveva in campo 11 giocatori non nati in Marocco.
Una volta si diceva oriundi, noi avevamo Sivori, oggi sono invece francesi, spagnoli, olandesi, canadesi di seconda generazione. Nati in quei paesi da genitori provenienti dal Marocco, e che hanno tutti scelto di giocare per la antica patria d’origine. Bellissimo, ça va sans dire, pensate se anche Messi avesse fatto la stessa scelta. Ma a proposito di bellissimo e di festeggiamenti interculturali, vale la pena portarsi avanti col lavoro e domandarsi: ma non è che tutti questi undici giocatori (anzi, il Marocco ha il 73 per cento della rosa non nata nel territorio del paese) hanno qualche problemino di integrazione nei loro nuovi contesti nazionali? Suvvia, almeno un legame affettivo non proprio sentito? Insomma, sono francesi che però non vogliono esserlo del tutto. Ma non come Mbappé, che si limita a non voler rubare il posto a Macron. Sono integrati ma anche no. Sono ricchi e stanno benone, nessuno di loro nemmeno lontanamente può immaginare sé stesso come radicalizzato. Però, per portarsi avanti col lavoro: immaginate che cosa potrebbe accadere se i Leoni dell’Atlante dovessero vincere davvero la coppa. Quanti giovani francesi o spagnoli di origine marocchina di seconda o terza generazione riscoprirebbero che la loro vera appartenenza è un’altra? Viviamo tempi non proprio tranquilli in temi di immigrazione e integrazione (e ringraziamo Dio che l’Irlanda del Nord non partecipa), ma dopo la finale di Champions Leage pure vinta dal Psg, figurarsi se perdevano, molti giovani che hanno messo a fuoco le banlieue francesi avevano lo stesso background Bouaddi. Vedere come andrebbe la festa (no, non immaginiamo niente di violento: solo una pura esplosione di felicità per l’affermazione delle proprie radici). Sarebbe un interessante esperimento sociale. Giusto per portarsi avanti.